VEICOLI CONNESSI PER STRADE PIÙ SICURE

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Vodafone monta l’IoT in moto

La connettività ha ormai assunto un ruolo fondamentale nella vita delle persone, aziende ed andando ben oltre la possibilità di navigare in internet ed utilizzare applicazioni con il proprio smartphone. L’impatto è ben visibile in un settore cruciale per l’economia e la società, ossia la mobilità: l’applicazione delle tecnologie IoT permette infatti di catturare dati ed informazioni rilevanti legati alle diverse tipologie di spostamenti e di inviarli, utilizzando la connettività cellulare. Ne è un esempio la collaborazione tra BMW e Vodafone che guarda in modo diretto al mondo dell’Internet e delle Corse, non è affatto una chimera. La nuova K 1600 GT, una vera e propria motocicletta connessa, installa a bordo il sistema Motorrad ConnectedRide eCall/ ACN (Emergency Call/Automatic Collision Notification) di BMW, che integra una SIM Internet of Things Vodafone, sotto il sedile, che in caso di incidente o di necessità attiva il servizio di chiamata di emergenza eCall. Attraverso il 5G, il nuovo standard per la comunicazione mobile, si assicura una velocità di download e upload molto elevata e permette di interagire con i dispositivi IoT. Il sistema Motorrad ConnectedRide è dotato di una serie di sensori in grado di misurare velocità, inclinazione e altri parametri di guida, così da cogliere istantaneamente l’insorgenza di problemi, attivando automaticamente la chiamata di emergenza.

Il servizio Vodafone funziona in tutta Europa

Una volta ricevuto il segnale di allarme, entra in gioco il call center di BMW che prova a contattare attraverso il sistema audio incorporato il guidatore e decide, a seconda dei casi, quale tipologia di soccorso inviare, Il tutto con una riduzione di circa il 50 per cento i tempi di arrivo dei soccorsi sul luogo dell’incidente. L’efficacia del servizio viene enfatizzata anche dal fatto che il servizio funziona in tutta Europa, grazie alla capillarità della rete Vodafone (per maggiori informazioni sulla Roaming in Europa clicca qui). Questo significa che la chiamata parte anche se il motociclista si trova all’estero e che il guidatore può ricevere assistenza nella sua lingua, dal momento che l’assegnazione dell’operatore avviene anche su base linguistica.

Il futuro si chiama ConVex

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Si chiama Safety Road Map 2025, il programma studiato da Ducati per la sicurezza su strada. Uno dei cardini di questo obiettivo è senza dubbio il progetto ConVeX che studia e realizza dispositivi in grado di connettere i veicoli gli uni con gli altri, consentendo ai guidatori/piloti di avere una percezione sempre più precisa di ciò che li circonda. Alla prima dimostrazione pratica del progetto (avvenuta in Germania) è stata usata una Mutlistrada 1200 Enduro, affiancata da una Audi Q7 e una Audi A4, tutte equipaggiate con processori Qualcomm 9150 C-V2X che consentono la comunicazione wireless tra automobili, motociclette, pedoni, biciclette e infrastrutture, un passo fondamentale verso il 5G per le applicazioni automobilistiche con comunicazione diretta tra i veicoli e l’ambiente circostante (per maggiori approfondimenti sul 5g leggi qui). Lo scopo è stato quello di dimostrare come la tecnologia C-V2X può essere applicata per migliorare la sicurezza stradale. Le tre principali funzioni della tecnologia C-V2X, sono: avviso di possibile collisione ad un incrocio in cui un’auto si accorge in anticipo dell’arrivo di una moto da destra; avviso di collisione tra un’auto in svolta a sinistra e una moto in arrivo dalla direzione opposta; infine, avviso di frenata improvvisa del veicolo a due ruote che precede. La dimostrazione è stata la prima del progetto ConVeX (Connetted Vehicle to Everything) che coinvolge Audi, Ducati, Ericsson (NASDAQ: ERIC), SWARCO, l’Università Tecnica di Kaiserslautern, e Qualcomm CDMA Technologies GmbH. Ovviamente i processori saranno un passo nel futuro per cui dovremo aspettare ancora qualche anno, ma la strada è tracciata e Ducati ha già intrapreso la “sua” Safety Road Map” introducendo, nel 2020, una moto dotata di radar anteriore e posteriore.

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